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Di cosa parliamo quando parliamo di Cultura Digitale

in "Agenda Digitale", 6 aprile 2021
Si parla sempre più di Cultura Digitale come substrato necessario per capire - in tutte le sue sfaccettature e implicazioni - la complessa transizione dall’industriale all’ICT: Cultura Digitale come bisogno di spessore concettuale, di profondità di analisi, di visione strategica che non si limiti alle pure competenze tecnologiche.


La corsa al digitale negli ambienti artistici: entusiasmi e contraddizioni

in "Agenda Digitale", 2 dicembre 2020
Artisti, gallerie, musei, istituzioni stanno scoprendo - con qualche anno di ritardo - l'esistenza (e le potenzialità) del digitale. Complice la riduzione forzata delle presenze dal vivo dovuta alla pandemia, assistiamo al fiorire di iniziative di varia natura e diverso spessore culturale: dalle semplici gallery di immagini, all'utilizzo di piattaforme per webinar e talk, all'allestimento di database per sviluppare le vendite online, alla promozione (o produzione) di format innovativi di visita immersiva: un ventaglio di applicazioni del digitale che va dal semplice uso "di servizio" alle sperimentazioni più creative. Come interpretare e catalogare questi fenomeni?


Intelligenza Artificiale, arte, cultura

in "Agenda Digitale", 2 ottobre 2020
Anche grazie ad eventi di grande impatto mediatico (un “dipinto” prodotto dall’Intelligenza Artificiale è stato venduto all’asta da Christie’s per 432.500 dollari), l’applicazione all’arte e alla cultura di questa potente tecnologia sta suscitando sempre maggiore interesse. Il tema è indubbiamente suggestivo, ma si presta anche a considerazioni generiche, nostalgiche o moralistiche, oppure ingenuamente tecno-entusiaste; e quasi sempre si tende a considerare l’AI come un tutto indistinto senza articolare i diversi aspetti del fenomeno: questo articolo propone invece una catalogazione delle applicazioni artistiche dell’AI in base ai settori di utilizzo.


Vedere l'invisibile. Per una definizione del falso nei media digitali

in La cultura del falso. Inganni, illusioni e fake news, Meltemi, 2020.
Il contributo pone in discussione la necessità di riconfigurare i concetti di vero e falso nel contesto dei media digitali: analizzando alcune polarità fondamentali, quali ad esempio quella fra analogico e digitale, o quella fra testo superficiale e testo profondo, emerge il fatto che l'immagine digitale (e più in generale tutta la testualità digitale) è sempre e comunque "falsata" rispetto al suo compito primario di rappresentare la realtà, in quanto i processi di numerizzazione dell'informazione sono per loro natura arbitrari, oltre ad essere costantemente manipolabili. Ne deriva una sorta di "sospensione generalizzata dell'incredulità", non applicata solamente alle esperienze di fiction, ma diventata ormai condizione ineludibile di qualsiasi esperienza mediale.


La visualizzazione digitale negli studi di Cultural Heritage

in "DigitCult. Scientific Journal of Digital Cultures", vol 4, n. 2, 2019.
Il saggio affronta le varie possibilità di sviluppare nuove forme di scrittura accademica, e più in generale scientifica e critica, rilevando comunque che anche nelle sperimentazioni più interessanti persiste sempre la centralità del testo scritto. Qui viene invece proposto un diverso punto di vista, puntando sull'importanza della componente visuale e più in particolare del video interattivo. Vengono esaminati alcuni precedenti storici importanti per focalizzare l'argomento; vengono presi in esami alcuni software che permettono di elaborare testi "orientati al visuale"; viene presentato infine un webdoc interattivo che documenta la complessa installazione site specific progettata da Giuseppe Penone per il giardino della Reggia di Venaria presso Torino.


La città mediatizzata

in "Alfabeta 2", 12 maggio 2019.
Probabilmente va ascritto a Walter Benjamin, alla sua labirintica opera sui Passages (1982) parigini, il merito di aver "visto"-sulla scorta dell'intuizione di Baudelaire, ma in chiave quasi postmoderna-lo spazio metropolitano come luogo dove il flâneur compie, con i suoi vagabondaggi, un'attività che può essere considerata una sorta di lettura della città mediatizzata.


Tecno-kitsch: la spettacolarizzazione digitale dell'arte

in "piano B. arti e culture visive", V. 3, N.2 (2018).
Il contributo analizza da un punto di vista mediologico l'applicazione del digitale alla spettacolarizzazione delle forme artistiche, proponendo un'ampia tipologia ragionata e intrecciandola con l'analisi del discorso mediatico e promozionale che accompagna questi fenomeni, individuando le categorie di estetica ingenua di cui tale discorso si nutre, nonché la persistenza di stereotipi interpretativi basati sulla mancanza di approfondimento riguardo alla cultura digitale: caratteristiche che permettono di convergere verso una definizione di tecno-kitsch.


Mobile/Locative Paradigm: Embodiment and Storytelling in Digital Media

in Body Images in the Post-Cinematic Scenario. The Digitization of Bodies, Mimesis International 2018.
Il paper esplora in che modo l'avvento del paradigma mobile/locative ridefinisce il ruolo del corpo nei processi culturali dei Media Digitali (embodiment), estendendo la nozione di storytelling da semplice rapporto author-text-user, mediato dall'interfaccia dello schermo, a progetto narrativo complesso che posiziona il corpo e le sue competenze mediatiche dentro uno spazio fisico preciso.


Paratext between Time and Space in Digital Media

in The Politics of Ephemeral Digital Media, Routledge 2016
Uno studio sul concetto di paratesto e sui rapporti fra tempo e spazio nei media digitali, pubblicato nel volume miscellaneo dei "Routledge Studies in New Media and Cyberculture".


Creatività Digitale. Come liberare il potenziale delle nuove tecnologie

Franco Angeli 2015 (con Alessandra Suppini)
Ampio volume sui diversi aspetti della Creatività Digitale: differenza fra innovazione e creatività; storia, teorie, classificazione dei prodotti, istituzioni; teoria del Reincanto Tecnologico come spiegazione culturale del fenomeno.


Interactive Storytelling

in I media digitali e l'interazione uomo-macchina, a cura di S. Arcagni, Aracne 2015
L’Interactive Storytelling deriva dalla connessione di due componenti sempre più importanti sulla scena dei media digitali: Interactive e Storytelling, entrambi termini ombrello che coprono realtà molto diverse ma con molti punti di contatto, e rappresenta la convergenza fra il sapere antico di raccontare storie e le più moderne tecnologie.


Digital Media and Contemporary Art

in "Mimesis Journal" 2015
I media digitali delineano un nuovo scenario concettuale e operativo per l'arte contemporanea, riconfigurando le attese del pubblico e delle istituzioni e offrendo agli artisti nuove opportunità di sperimentazione creativa.


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